Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha recentemente pubblicato la Circolare del 29 luglio 2025, un documento fondamentale per le startup innovative e per quelle che desiderano acquisire tale status. La Circolare fornisce chiarimenti in merito alle modifiche introdotte dalla Legge 193/2024 (Legge Annuale sulla Concorrenza), che ha apportato modifiche all’articolo 25 del DL 179/2012, il cosiddetto “Startup Act”.

Le novità introdotte dalla Legge 193/2024

La nuova legge, entrata in vigore il 18 dicembre 2024, ha modificato in modo significativo il quadro normativo delle startup innovative. In particolare, l’articolo 28 ha apportato quattro cambiamenti principali:

  1. Inquadramento europeo: Le startup innovative devono ora rispettare la definizione di PMI (Piccola e Media Impresa) come indicato dalla Commissione Europea (Raccomandazione 2003/361/CE).
  2. Attività prevalente: Le startup non possono più svolgere attività di consulenza o agenzia come attività principale, limitando così il tipo di business che può essere classificato come “innovativo”.
  3. Estensione della permanenza nel Registro Speciale: È stata introdotta la possibilità di restare nel Registro delle Imprese per un periodo superiore a tre anni, estendibile fino a cinque anni, se vengono rispettati determinati requisiti. È prevista anche la possibilità di estendere ulteriormente il termine fino a sette anni, ma solo per le startup in fase di scale-up.
  4. Nuove iscrizioni: Sono stati definiti i termini per l’iscrizione di nuove startup innovative, con differenze tra chi si iscrive subito dopo la costituzione e chi lo fa dopo più di due anni.

Dettagli sugli aggiornamenti relativi a iscrizione e mantenimento

La Circolare offre anche ulteriori chiarimenti sui requisiti per l’iscrizione e il mantenimento dello status di startup innovativa, in particolare per quanto riguarda la definizione di PMI, il valore della produzione e le nuove norme sulle attività consentite.

Requisito “PMI” e valore della produzione

Le startup devono rispettare il requisito di essere una PMI secondo la definizione europea. Inoltre, devono mantenere un valore della produzione annua non superiore a 5 milioni di euro a partire dal secondo anno di iscrizione. L’iscrizione è vietata per le imprese collegate o controllate da grandi aziende, come specificato dalla legge.

Attività prevalente: stop a consulenza e agenzie

Una delle principali novità riguarda l’autocertificazione annuale che le startup dovranno presentare. Le aziende dovranno attestare che non svolgono attività prevalente di consulenza o agenzia. In particolare, la consulenza è intesa come una prestazione professionale finalizzata ad assistere e consigliare i clienti, mentre l’agenzia riguarda funzioni intermediarie in affari di qualsiasi tipo.

Le startup già iscritte alla data del 18 dicembre 2024 che rientrano in queste categorie avranno tempo fino alla prossima dichiarazione annuale per adeguarsi alle nuove norme.

Estensione della permanenza nel Registro Speciale

Fino a 5 anni

Le startup innovative possono ora rimanere nella sezione speciale del Registro delle Imprese per fino a 5 anni, anziché 3, a condizione di rispettare alcuni requisiti, tra cui:

  • Spese in Ricerca e Sviluppo (R&S) pari almeno al 25% del valore totale della produzione.
  • Avere almeno un brevetto registrato, esclusi i modelli di utilità o diritti sui programmi per elaboratore.

Oltre 5 anni: fase di Scale-up

Le startup che entrano in fase di scale-up possono richiedere una proroga di due anni, estensibile fino a un massimo di 4 anni complessivi. Per accedere a questa estensione, la startup deve soddisfare almeno uno dei seguenti requisiti:

  • Aumento del capitale tramite un Organismo di Investimento Collettivo del Risparmio (OICR) superiore a 1 milione di euro.
  • Incremento dei ricavi annuali superiori al 100% rispetto all’anno precedente.

Nuove iscrizioni e tempistiche

La Circolare distingue tra nuove iscrizioni e imprese già iscritte alla data del 18 dicembre 2024.

  • Iscrizione fino a 2 anni dalla costituzione: Le startup dovranno rispettare i requisiti entro il terzo anno e presentare la dichiarazione di conferma entro 30 giorni dalla chiusura del bilancio annuale, comunque non oltre il 31 luglio.
  • Iscrizione dopo 2 anni dalla costituzione: Queste imprese perderanno lo status di startup innovativa al termine dei 60 mesi dalla costituzione, prima ancora di aver completato i tre anni di iscrizione.

Imprese già iscritte: scadenze per l’adeguamento

Le imprese già iscritte possono beneficiare di termini aggiuntivi per adeguarsi alle nuove normative:

  • Iscritte da meno di 18 mesi: Hanno 6 mesi in più per adeguarsi dopo la scadenza del terzo anno.
  • Iscritte da oltre 18 mesi: Possono ottenere una proroga di 12 mesi per adeguarsi.

In caso di mancato rispetto di queste scadenze, le startup perderanno il loro status di “innovativa” e verranno cancellate d’ufficio dal Registro.

Scadenze e cancellazioni

È importante notare che la proroga di 12 mesi introdotta dal D.L. 34/2020 durante la pandemia, che consentiva alle startup di rimanere nel Registro per un massimo di 72 mesi dalla costituzione, è scaduta. Le imprese che hanno superato i 60 mesi dalla costituzione al 18 dicembre 2024 verranno automaticamente cancellate dalla sezione speciale, a meno che non rientrino nei nuovi requisiti per l’iscrizione come PMI innovative.

Secondo i dati aggiornati, circa 584 imprese sono già oltre i 60 mesi e saranno cancellate entro i prossimi mesi.

 

La Circolare del MIMIT del 29 luglio 2025 fornisce un quadro chiaro e dettagliato delle modifiche introdotte dalla Legge 193/2024 per le startup innovative. Queste modifiche, che spaziano dall’estensione della permanenza nel Registro delle Imprese alla regolamentazione delle attività prevalenti, hanno lo scopo di rendere il sistema delle startup italiane più competitivo, meritocratico e orientato all’innovazione vera.

Per tutte le startup innovative, è fondamentale essere al corrente delle nuove scadenze e dei requisiti da rispettare per mantenere il proprio status e accedere alle opportunità previste dalla normativa.

 

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