Non sempre le soluzioni migliori partono da un brief formale. Alcune nascono da una domanda semplice: come troviamo le persone giuste, prima di assumerle?

È esattamente questa la domanda che ha aperto la strada all’Academy di Masseria Montalbano, un progetto che, nato da un tavolo di consulenza strategica, si è trasformato in qualcosa di più grande.

Il problema reale che stavamo risolvendo

Masseria Montalbano è una realtà pugliese di alto livello nel mondo degli eventi e del banqueting. Un settore che da anni si confronta con una sfida precisa: non tanto la difficoltà di trovare persone, quanto quella di riconoscere il talento prima di averlo in casa. I processi di selezione tradizionali non bastano: un colloquio non dice quasi nulla di come una persona lavora sotto pressione, in squadra, in un contesto di eccellenza.

Ma c’è un altro lato della questione, altrettanto importante. Le nuove generazioni di professionisti valutano i contesti prima di sceglierli. Vogliono capire la cultura di un’azienda, l’ambiente, le persone, non accontentarsi di una reputazione costruita nel tempo.

Aprire le porte della propria struttura, in questo senso, non è solo una strategia di selezione: è un segnale di cambiamento, un modo concreto di dire che si è pronti a costruire qualcosa insieme.

Lavorando con il management di Masseria Montalbano, abbiamo deciso di ribaltare la logica: invece di cercare il talento già formato, costruire il contesto che lo fa emergere.

Nasce così l’Academy di Masseria Montalbano

Il modello: formazione come strumento di recruiting

1. Immersione reale, non simulazione.

Dieci giorni residenziali nella struttura, in Puglia, immersi nei ritmi reali dell’alta cucina per eventi. Nessuna simulazione. Nessun esercizio teorico. I partecipanti lavorano su eventi veri, con responsabilità concrete, fin dal primo giorno.

2. Osservazione strutturata del talento.

Il contributo della consulenza del lavoro è stato integrare nel percorso qualcosa che spesso manca nei programmi formativi: un sistema strutturato per osservare e valutare le soft skill — adattabilità, comunicazione, gestione dello stress. Quelle che non si leggono nei CV, ma che fanno la differenza ogni giorno.

3. Pipeline diretta all’inserimento.

I talenti che emergono vengono selezionati per collaborazioni concrete con la masseria. La formazione non finisce con un attestato, ma con un’opportunità reale.

I risultati concreto

10 giorni di full immersion residenziale

10 partecipanti selezionati tramite videocall, provenienti da tutta Italia — molti dal nord, la maggior parte under 21.

Tutti hanno completato il percorso. Tutti hanno dimostrato capacità, partecipazione e un senso di appartenenza che è emerso chiaramente anche nei colloqui di approfondimento condotti nella fase finale.

Su dieci partecipanti, due hanno già iniziato a lavorare con noi. Altri due, appena finito il diploma, si uniranno in stagione. Con i restanti siamo rimasti in contatto, perché un talento riconosciuto non si abbandona al primo incrocio di strade.

La serata finale è stata la misura più autentica di tutto il progetto. I ragazzi hanno gestito un evento vero, davanti a ospiti reali, con i genitori ai tavoli e i tutor in secondo piano. Non una verifica, ma una dimostrazione.

“In dieci giorni non si è costruito solo un percorso formativo, ma un’esperienza condivisa capace di lasciare un segno profondo.”

Un progetto collettivo: le persone che lo hanno reso possibile

Un progetto di questo tipo, però, non si costruisce da soli. La qualità dell’Academy è stata anche la qualità delle persone che hanno scelto di farne parte.

A guidare il percorso, l’Executive Chef Giovanni Curri e Francesca Anchora, Responsabile della Comunicazione, due figure che hanno tenuto insieme la sostanza operativa e la visione d’insieme.

La sala nell’ultima serata è stata nelle mani di Giampietro Tetesi, direttore, che ha trasformato un momento formativo in un evento vero.

Attorno a loro, un ecosistema di eccellenze del territorio:

lo chef stellato Pietro Penna ha portato una visione di eccellenza che ha alzato l’asticella per tutti.

Pietro Petruzzi dell’Oleificio Petruzzi, Molino Merano e l’Istituto Alberghiero di Brindisi, sede di Carovigno, hanno contribuito con competenze di territorio e un ponte reale tra scuola e lavoro.

A fare da cornice e da motore, la famiglia Braglia, che guida Masseria Montalbano, e che ha creduto nel progetto fin dall’inizio ed è già al lavoro per disegnare la prossima edizione.

Cosa porta questo modello ad altre imprese

L’Academy non è un progetto riservato al settore hospitality. Il principio è replicabile in qualsiasi contesto dove il talento si misura in azione e non su carta.

Le aziende che costruiscono il contesto giusto prima di assumere conoscono le persone prima di offrire loro un contratto. È un vantaggio competitivo che i classici processi di selezione non possono dare.

Se stai pensando a come strutturare un percorso simile per la tua impresa, mi piacerebbe conoscere il tuo contesto.

Giovi

 

 

Consulente del lavoro, Ruggiero Consulting

 

 

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