Come funziona la nuova detassazione degli aumenti contrattuali
La Legge di Bilancio 2026 introduce una novità importante per le maggiorazioni dei lavoratori dipendenti: la detassazione degli aumenti contrattuali con un’imposta sostitutiva del 5%.
Secondo le simulazioni della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, questa misura potrebbe portare da 190 a 770-850 euro netti in più all’anno nelle tasche dei lavoratori, a seconda del settore e del contratto applicato.
L’Agenzia delle Entrate ha fornito le istruzioni operative con la circolare n. 2/2026, chiarendo modalità di applicazione e requisiti necessari.
Ma come funziona concretamente? Chi può beneficiarne? E cosa devono fare le aziende per applicarla correttamente?
Vediamolo nel dettaglio.
Cos’è la detassazione delle maggiorazioni contrattuali
La detassazione è un meccanismo fiscale che sostituisce la normale tassazione IRPEF con un’imposta sostitutiva più bassa, in questo caso del 5%.
Come funziona normalmente
Gli stipendi dei lavoratori dipendenti sono soggetti a:
- IRPEF progressiva (dal 23% al 43% a seconda degli scaglioni)
- Addizionale regionale IRPEF
- Addizionale comunale IRPEF
Nel complesso, un lavoratore può arrivare a pagare dal 25% al 45% di tasse sul proprio stipendio.
Cosa cambia con la detassazione
Sugli aumenti derivanti da rinnovi contrattuali firmati tra il 2024 e il 2026, invece della normale IRPEF, si applica un’imposta sostitutiva del 5%.
Risultato: molto più netto in busta paga.
Quanto si guadagna in più?
La Fondazione Studi Consulenti del Lavoro ha elaborato simulazioni su diversi contratti collettivi.
Settore Commercio
Beneficio stimato: fino a 850€ annui
Il settore commercio è tra i più favoriti, grazie agli aumenti significativi previsti dai rinnovi contrattuali recenti.
Settore Telecomunicazioni
Beneficio stimato: oltre 500€ annui
Anche qui, i rinnovi contrattuali hanno portato incrementi strutturali importanti.
Metalmeccanici
Beneficio stimato: 188-250€ annui
Gli aumenti sono più contenuti, ma il beneficio fiscale resta rilevante.
Variabilità del beneficio
Il vantaggio netto dipende da tre fattori:
- Livello di reddito individuale (limite massimo 33.000€)
- Contratto collettivo applicato (alcuni CCNL hanno aumenti maggiori)
- Entità degli aumenti contrattuali previsti dal rinnovo
I requisiti per accedere all’agevolazione
Non tutti i lavoratori possono beneficiare della detassazione.
Sono previsti requisiti specifici:
1. Limite di reddito
Reddito da lavoro dipendente non superiore a 33.000€ nel 2025
Il limite si riferisce al reddito percepito nell’anno precedente (2025).
Se nel 2025 hai superato i 33.000€ lordi, nel 2026 non potrai accedere alla detassazione, anche se il tuo contratto è stato rinnovato.
2. Tipologia di aumenti
Solo aumenti derivanti da rinnovi contrattuali firmati tra 2024 e 2026
Devono essere incrementi strutturali previsti dal CCNL (Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro).
Non rientrano:
- Aumenti individuali
- Promozioni
- Premi di produzione
- Superminimi
3. Periodo di applicazione
La misura si applica solo alle buste paga del 2026
È una misura temporanea, non strutturale (al momento, non è prevista una proroga per gli anni successivi).
Voci della busta paga detassate
La detassazione riguarda esclusivamente gli incrementi strutturali della retribuzione derivanti dai rinnovi contrattuali.
Voci incluse nella detassazione
✅ Paga base (aumento della retribuzione ordinaria)
✅ Tredicesima (nella parte incrementata dall’aumento contrattuale)
✅ Quattordicesima (nella parte incrementata dall’aumento contrattuale)
✅ Quote di stipendio direttamente collegate agli aumenti CCNL
Voci escluse dalla detassazione
❌ Straordinari (seguono la normale tassazione IRPEF)
❌ Scatti di anzianità (non derivano da rinnovo contrattuale)
❌ Indennità per lavoro notturno o festivo
❌ Maggiorazioni varie
❌ Somme una tantum (premi, bonus occasionali)
❌ TFR (Trattamento di Fine Rapporto)
MA cosa devono fare le aziende?
La corretta applicazione della detassazione richiede competenza tecnica e aggiornamento normativo costante.
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