La Patente a Crediti si estende agli eventi temporanei: opportunità e sfide per la Sicurezza sul Lavoro

🔍 Che cos’è la Patente a Crediti?

La Patente a Crediti per la Sicurezza sul Lavoro è uno strumento premiale introdotto dal legislatore per valutare e monitorare l'affidabilità delle imprese in materia di salute e sicurezza. Si basa su un sistema a punti, che le imprese possono accumulare (o perdere) in base a comportamenti, certificazioni e investimenti effettuati in ambito sicurezza.

L’obiettivo è duplice:

  • Premiare chi investe in prevenzione, formazione e tecnologie;

  • Responsabilizzare chi opera in settori ad alto rischio, come l’edilizia e l’allestimento di eventi, riducendo gli incidenti e migliorando gli standard operativi.


🏗️ L’obbligo si estende agli eventi: cosa cambia

Con le più recenti disposizioni, la patente è diventata obbligatoria anche per le attività temporanee equiparabili ai cantieri, tra cui:

  • Montaggio palchi e strutture temporanee;

  • Allestimento stand fieristici;

  • Installazioni per eventi pubblici.

Questo implica che anche in questi contesti:

  • Il personale deve essere in possesso di patente valida;

  • Gli appaltatori e subappaltatori vanno verificati prima dell'ingresso;

  • La formazione continua diventa cruciale per evitare sospensioni o revoche della patente.


📌 Cosa prevede la normativa: punti chiave

Secondo le FAQ INL riportate da ItaliaOggi, i principali elementi normativi sono:

  1. Validità: La patente resta valida nel tempo, salvo sospensioni o revoche.

  2. Responsabilità: Coordinatori e responsabili non sono sanzionabili se i soggetti in cantiere sono regolarmente dotati di patente.

  3. Dichiarazioni mendaci: Le false attestazioni comportano responsabilità penale.

Queste disposizioni confermano quanto la gestione documentale, la formazione preventiva e la tracciabilità dei requisiti siano oggi più che mai essenziali per garantire la compliance.


🎓 Come si ottengono i crediti?

Le imprese possono accumulare crediti attraverso diverse azioni concrete, tra cui:

  1. Certificazione SGSL (ISO 45001): Attesta un sistema di gestione della sicurezza efficace.

  2. Asseverazione del Modello Organizzativo (UNI 11751-1): Verifica da parte di enti paritetici.

  3. Formazione aggiuntiva: Almeno un terzo dei lavoratori deve frequentare corsi extra rispetto a quelli obbligatori.

  4. Investimenti in tecnologia per la sicurezza: Premiati gli investimenti tra i 5.000 e i 50.000 euro in dispositivi e attrezzature di protezione.

In aggiunta, le aziende iscritte da almeno 20 anni alla Camera di Commercio ricevono un bonus automatico di 10 punti, come riconoscimento per la solidità e la storicità della propria attività.


⚠️ Le sfide per le PMI

Sebbene il sistema sia pensato per innalzare la cultura della sicurezza, le PMI si trovano spesso in difficoltà nel gestire:

  • Carichi burocratici complessi;

  • Costi fissi legati alla formazione continua;

  • Necessità di monitorare costantemente la posizione di ogni lavoratore e fornitore.

Questa asimmetria rischia di penalizzare le realtà più piccole, pur virtuose, che non dispongono delle stesse risorse delle grandi imprese per gestire la compliance amministrativa.

Serve quindi un modello più agile, che premi il merito e riduca gli ostacoli burocratici, favorendo una partecipazione più ampia e inclusiva.


✅ Come tutelarsi: le raccomandazioni di Ruggiero Consulting

Per prevenire sanzioni, sospensioni e fermi operativi, consigliamo di:

Aggiornare i contratti: inserendo clausole specifiche sull’obbligo di patente per fornitori e collaboratori.
Verificare periodicamente i requisiti di lavoratori, partner e appaltatori.
Pianificare la formazione in anticipo per mantenere il punteggio necessario.
Documentare ogni controllo e verifica, così da tutelarsi in caso di ispezioni o contenziosi.

La Patente a Crediti rappresenta un importante passo avanti per la cultura della sicurezza, ma deve essere gestita con attenzione, visione strategica e strumenti adeguati.

Per le imprese coinvolte negli allestimenti temporanei, così come per le PMI operanti in settori ad alto rischio, anticipare la compliance non è solo una scelta responsabile, ma anche un vantaggio competitivo.

Investire oggi in sicurezza significa proteggere il personale, garantire la continuità dei progetti e migliorare la propria reputazione nel mercato.


Hai bisogno di un check-up normativo o vuoi impostare un piano di formazione e gestione crediti?
📞 Contattaci: siamo al tuo fianco per semplificare la compliance e trasformare l’obbligo in un’opportunità.


Un'importante novità in arrivo per i pazienti oncologici: dal 2026 nuove tutele sul lavoro

La normativa italiana si arricchisce di un ulteriore passo in avanti a favore dei malati oncologici, con l’approvazione definitiva della legge che offre maggiori garanzie a chi sta affrontando un percorso di cura per tumore.

Dopo il via libera unanime della Camera dei deputati a marzo 2025, il Senato ha approvato la legge l’8 luglio 2025, portando così una risposta concreta alle richieste delle associazioni dei pazienti oncologici e delle loro famiglie, in una prospettiva di miglioramento delle condizioni lavorative.

Le nuove tutele per i malati oncologici e per chi ha invalidità superiore al 74%


Dal 2026, infatti, tutti i lavoratori dipendenti che affrontano una malattia oncologica o altre patologie croniche e rare, con un’invalidità superiore al 74%, potranno beneficiare di un congedo straordinario della durata massima di 24 mesi. Questa “pausa lavorativa”, che potrà essere continuativa o frazionata, garantirà ai pazienti la conservazione del posto di lavoro, pur senza stipendio. Questo rappresenta un cambio radicale rispetto alle attuali disposizioni, che limitano a 6 mesi la durata dell’assenza per malattia, rischiando di esporre i lavoratori alla perdita del proprio impiego.

Cosa cambia rispetto al passato?


Fino a oggi, molti malati oncologici si sono trovati costretti a rientrare al lavoro prima di quanto fosse loro possibile, con un alto rischio di compromissione del percorso di cura. La nuova legge prevede che durante il periodo di assenza, pur non ricevendo lo stipendio e senza la contribuzione previdenziale (ai fini pensionistici), il lavoratore potrà conservare il proprio posto di lavoro, con la possibilità di rientrare in modalità agile o a distanza, laddove compatibile con le mansioni svolte. Inoltre, i permessi retribuiti per visite mediche ed esami saranno incrementati di 10 ore, portando il totale fino a 28 ore annue in alcuni casi, per tutti i pazienti fragili o per coloro che devono accudire familiari malati.

I lavoratori autonomi non sono stati dimenticati: la legge prevede che i professionisti possano sospendere l’attività fino a 300 giorni all’anno, rispetto ai 150 giorni previsti attualmente per i contratti di lavoro autonomo continuativo.

Le coperture finanziarie e l’impegno futuro


Per il finanziamento delle nuove tutele, sono previste coperture crescenti dal 2026 al 2035, che partiranno da 20,9 milioni di euro e arriveranno a 25,2 milioni di euro. Inoltre, la legge istituisce un fondo da 2 milioni di euro annui destinato al Ministero dell’università e della ricerca, per premiare laureati in discipline sanitarie in memoria delle vittime del cancro. È previsto anche il potenziamento delle infrastrutture tecnologiche dell’INPS, per facilitare l’applicazione delle nuove norme.

Il “salva-lavoro” e l’oblio oncologico: una tutela ancora più forte


Questa legge si inserisce in un più ampio contesto di tutela e di riconoscimento dei diritti dei malati oncologici, che ha visto recentemente anche l’approvazione della normativa sul cosiddetto "oblio oncologico". In questo scenario, le nuove disposizioni “salva-lavoro” rappresentano un passo decisivo per garantire serenità ai malati oncologici durante e dopo il percorso di cura, senza compromettere la loro stabilità professionale ed economica. Il Ministro della Salute Orazio Schillaci ha commentato con favore l’approvazione della legge, sottolineando l’importanza di dare ai malati oncologici “un segnale di civiltà e umanità”.

Le reazioni delle associazioni dei pazienti


Le reazioni alle nuove disposizioni sono contrastanti ma generalmente favorevoli. Annamaria Mancuso, coordinatrice del gruppo “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere”, ha espresso grande soddisfazione per l’estensione delle tutele professionali ed economiche. Secondo Mancuso, questo rappresenta un “importantissimo passo verso la protezione dei pazienti, che finalmente possono affrontare la malattia senza doversi preoccupare della perdita di stabilità lavorativa”.

D’altra parte, la Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia (FAVO) ha sottolineato come, pur apprezzando l’intento positivo della legge, ci siano alcune lacune da colmare. In particolare, Elisabetta Iannelli, segretario generale di FAVO, ha evidenziato la necessità di prevedere il divieto di lavoro notturno per i malati oncologici e di introdurre l’obbligo per i datori di lavoro di comunicare anticipatamente la scadenza del periodo di comporto. Inoltre, FAVO auspica che si intervenga ulteriormente in futuro per garantire maggiore protezione e dignità a chi affronta una malattia grave.

Un futuro più sereno per i lavoratori oncologici


Le nuove norme, che entreranno in vigore dal 2026, rappresentano un importante cambiamento per chi sta combattendo contro il cancro e altre patologie invalidanti. La possibilità di usufruire di congedi prolungati senza rischiare il licenziamento e la garanzia di un ritorno graduale al lavoro, anche in modalità agile, sono un riconoscimento dei diritti fondamentali di chi sta attraversando un periodo difficile.

L’introduzione di queste tutele evidenzia quanto il sistema legislativo italiano stia evolvendo per rispondere meglio alle esigenze dei malati oncologici, cercando di bilanciare la necessità di tutelare la salute con quella di garantire la continuità professionale. In un mondo del lavoro sempre più dinamico e in continua trasformazione, è fondamentale che i diritti dei lavoratori malati vengano rispettati, così come il diritto a una vita lavorativa serena anche in presenza di gravi patologie.


Il 2026 segnerà un anno cruciale per i pazienti oncologici e per chi vive con invalidità superiore al 74%.

Le nuove tutele sul lavoro, insieme alle altre misure di protezione sociale, contribuiranno a dare maggiore dignità e serenità a chi deve affrontare la malattia. È un segno concreto di attenzione e supporto, ma anche un messaggio di speranza: il lavoro, con le giuste tutele, può essere parte integrante del percorso di cura, favorendo il recupero e la continuità della vita quotidiana.

Come professionisti del cambiamento, crediamo che anche in questi momenti si possa costruire valore, dignità e speranza.

Perché il lavoro non è solo una mansione, è anche un legame. E ogni legame può essere curato.


Bonus in busta paga invece della pensione anticipata? Ora si può, anche cambiando lavoro

Una nuova opportunità per i lavoratori senior e una leva strategica per le aziende

Dal 2025, chi ha maturato i requisiti per la pensione anticipata (secondo la legge Fornero o con la cosiddetta Quota 103) può scegliere di restare al lavoro e ricevere ogni mese in busta paga l’equivalente dei contributi pensionistici IVS normalmente trattenuti.

💰 In pratica: il lavoratore rinuncia a una parte dei contributi, ma riceve subito quell'importo netto e senza tasse in busta paga. Un bonus mensile fino al 9,19% dello stipendio lordo.

📌 Il vantaggio?

Uno stipendio più alto nel presente, senza perdere il diritto alla pensione futura (che sarà solo leggermente più bassa). Un’opportunità interessante per chi vuole continuare a lavorare con maggiore beneficio economico immediato.

E se il lavoratore cambia azienda?

Il bonus non si perde.

Secondo la nuova circolare INPS (n. 102/2025), una volta esercitata l’opzione, questa si trasferisce automaticamente anche in caso di cambio di datore di lavoro o amministrazione.

👉 Non è necessario presentare una nuova domanda.

Il nuovo datore di lavoro riceverà la comunicazione dall’INPS tramite il servizio di "comunicazione bidirezionale" e inizierà ad applicare il bonus nella nuova busta paga.

Revoca: si può tornare indietro?

Sì, ma una sola volta.

Chi sceglie di interrompere l’incentivo può farlo, e l’effetto decorre dal primo giorno del mese successivo alla richiesta.

Cosa cambia per le aziende?

Per le imprese, questa misura può diventare una leva strategica per trattenere competenze preziose più a lungo, senza dover ricorrere a incentivi complessi o costosi.

Ma serve attenzione:

✅ Verifica dei requisiti

✅ Allineamento con l’INPS

✅ Aggiornamento delle buste paga

✅ Comunicazione interna chiara e trasparente

 

🎯 Come possiamo aiutarti

Noi di Giovi Ruggiero Consulting supportiamo aziende e professionisti nella gestione di queste novità, con un approccio pratico e su misura.

👉 Ti aiutiamo a valutare l’impatto reale di questa misura per i tuoi collaboratori

👉 Aggiorniamo la tua gestione paghe e contratti in modo fluido e senza errori

👉 Ti guidiamo nel costruire una politica HR sostenibile, che valorizza esperienza e competenza

 

Hai lavoratori senior interessati al bonus?Vuoi capire come gestirlo in modo corretto e vantaggioso?

📩 Scrivici: ti affianchiamo con competenza, concretezza e trasparenza. Sempre.


assunzioni

Assunzioni errate: quanto pesano e come evitarle

Ogni impresa, prima o poi, si trova a dover fare i conti con una scelta sbagliata in fase di assunzioni. Una decisione che, se non gestita con metodo e consapevolezza, può trasformarsi in un costo rilevante per l’azienda.

Secondo diverse stime (PageGroup, Il Sole 24 Ore), una singola assunzione errata può costare fino al 50% della retribuzione annua lorda del dipendente.

Nel calcolo rientrano non solo gli oneri diretti di recruiting, ma anche:

  • i tempi improduttivi,
  • gli investimenti in formazione,
  • il turnover generato,
  • e l’impatto sul clima aziendale.

Da studio di consulenza del lavoro, questo è uno degli aspetti che osserviamo con più frequenza quando affianchiamo le imprese. Ecco perché è importante intervenire a monte del problema, identificando le criticità più comuni nel processo di selezione e gestione HR.

5 errori ricorrenti nel processo di assunzione

1. Valutare i candidati esclusivamente sulla base del curriculum

Le competenze tecniche sono importanti, ma raramente sufficienti.

Il successo di un’integrazione in azienda dipende anche dalla capacità relazionale, dall’adattabilità e dalla compatibilità culturale con il contesto.

Il rischio: selezionare profili eccellenti sulla carta, ma disallineati nei comportamenti e negli atteggiamenti.

2. Definizione imprecisa dei ruoli

Job description vaghe o non aggiornate generano aspettative distorte da entrambe le parti.

Spesso, dietro un mismatch tra azienda e collaboratore, c’è una carenza di progettazione del ruolo e degli obiettivi.

3. Mancanza di strumenti strutturati di valutazione

L’intuizione del selezionatore non è sufficiente.

Oggi è necessario affiancare i colloqui a strumenti oggettivi: assessment, test di competenza, analisi comportamentali.

Questi strumenti aumentano l’accuratezza delle decisioni e riducono il margine di errore.

4. Nessun follow-up dopo l’inserimento

Una volta conclusa l’assunzione, molte aziende non monitorano l’effettivo andamento dell’inserimento.

Questo impedisce di intercettare tempestivamente segnali di disallineamento e di ottimizzare i processi nei casi successivi.

5. Ridurre la funzione HR a un ruolo meramente operativo

La gestione delle risorse umane ha oggi un ruolo strategico.

Se trattata solo come ambito amministrativo, si perde la possibilità di lavorare su:

  • clima interno,
  • retention,
  • sviluppo del capitale umano.

Cosa suggeriamo come studio

Da 20 anni accompagniamo le aziende in percorsi strutturati di:

  • analisi organizzativa,
  • mappatura delle competenze,
  • revisione delle job description,
  • supporto alla selezione,
  • compliance e gestione post-assunzione.

Nel nostro approccio, la selezione è solo una fase di un processo più ampio e integrato, che va dalla definizione dei fabbisogni al consolidamento del rapporto di lavoro.

Ridurre il margine di errore in fase di selezione non è semplice, ma è possibile.

Occorre partire da una riflessione interna chiara e dotarsi di strumenti e supporto adeguati.

Nel nostro lavoro, accompagniamo ogni giorno imprese che scelgono di fare questo passo in avanti.

Evitare una cattiva assunzione non è questione di fortuna.

È una questione di metodo, visione e responsabilità.

 

Se desideri approfondire come migliorare i tuoi processi HR o ricevere un’analisi del tuo organigramma attuale, siamo a disposizione per un confronto riservato.

📩 Scrivici qui su LinkedIn o o prenota una call con il nostro Studio.


Auto aziendale a uso promiscuo: come funziona e quanto ti costa nel 2025

Stai pensando di assegnare un’auto aziendale a uno dei tuoi dipendenti nel 2025?

Ottima scelta, ma occhio: se l’uso è promiscuo (cioè sia per lavoro che per uso personale), entrano in gioco costi, tasse e opportunità che è meglio conoscere prima di firmare qualsiasi contratto.

Vediamo cosa cambia nel 2025, quanto ti costa davvero e quale tipo di auto conviene assegnare, con esempi pratici e consigli strategici.

Uso promiscuo: cosa significa davvero

Nel gergo tecnico si chiama fringe benefit, ma te lo spiego in parole semplici: se dai a un dipendente un’auto che può usare sia per lavorare che per motivi personali, quella macchina diventa una forma di retribuzione. E come ogni compenso, anche l’auto è soggetta a tasse e contributi.

Da sapere:

  • Fino a 1.000€ annui (2.000€ per chi ha figli) l’auto aziendale non è tassata.
  • Oltre queste soglie, invece, il dipendente paga le tasse sul valore dell’auto.
  • E tu, come azienda, versi i contributi su quell’importo.

📝 Come assegnare correttamente un’auto aziendale

Hai tre opzioni:

  1. Uso esclusivamente aziendale → Solo per lavoro, niente uso personale.
  2. Uso personale esclusivo → Come se fosse un’auto privata, ma resta di tua proprietà.
  3. Uso promiscuo (quello più diffuso) → L’auto si usa per tutto: appuntamenti di lavoro, gite domenicali e scuola dei figli.

📌 Ogni assegnazione va formalizzata per iscritto con:

  • il tipo di utilizzo (aziendale, personale, promiscuo)
  • eventuali limiti di chilometraggio per uso personale
  • eventuali regole di rimborso o trattenute
  • possibilità di revoca del benefit

💰 Auto aziendale a uso promiscuo: quanto si paga di tasse nel 2025

Qui le cose si fanno interessanti.

Dal 2025, il criterio fiscale cambia: non si guarda più solo alle emissioni di CO2, ma al tipo di alimentazione.

Ecco la nuova tabella tasse per fringe benefit auto 2025:

Tipo alimentazione % tassabile (fringe benefit)
Elettrica 10%
Ibrida Plug-in 20%
Benzina/Diesel 50%

👉 Questo significa che, se scegli un’auto elettrica, il valore tassato si riduce drasticamente. In molti casi non superi nemmeno le soglie esenti, quindi niente tasse né contributi.

📉 Confronto con il sistema precedente (fino al 31/12/2024)

Fino a fine 2024, il fringe benefit veniva calcolato così:

Emissioni CO2 % tassabile
fino a 60g/km 25%
da 61 a 160g/km 30%
da 161 a 190g/km 50%
oltre 190g/km 60%

Dal 2025 in poi, si semplifica tutto: basta emissioni, conta il tipo di motore. E per le imprese, è un’ottima notizia se si fanno le scelte giuste.

📊 Esempi pratici: quanto ti costa l’auto aziendale nel 2025

1. Auto a Benzina – Audi Q2 1.0 110CV

  • Costo km ACI: 0,5456€
  • Fringe Benefit 2025: (0,5456 x 15.000) x 50% = 4.092€
  • Prima del 2025, con emissioni CO2 116g/km: tassavi solo il 30% → 2.412,90€

💡 Differenza di 1.679,10€ in più da tassare con la nuova normativa.

2. Auto Ibrida Plug-in – Alfa Romeo Tonale 1.3 PHEV

  • Costo km ACI: 0,6641€
  • Fringe Benefit 2025: (0,6641 x 15.000) x 20% = 1.992,30€
  • Prima: tassavi il 25% → 2.495,25€

💡 Risparmi: 500€ circa di fringe benefit da tassare rispetto al 2024.

3. Auto Elettrica – Tesla Model 3

  • Costo km ACI: 0,4509€
  • Fringe Benefit 2025: (0,4509 x 15.000) x 10% = 676,35€
  • Prima: tassavi il 25% → 1.733,25€

💡 Risparmi: oltre 1.050€ di fringe benefit da tassare. In molti casi resti sotto le soglie di esenzione, quindi niente tasse né contributi.

🧠 La strategia consigliata da Ruggiero Consulting

👉 Se vuoi assegnare un’auto aziendale nel 2025, ecco cosa ti consiglio:

  • Auto elettrica o al massimo ibrida plug-in → tagli le tasse e i contributi
  • Formalizza tutto per iscritto → regole chiare evitano problemi
  • Fai i conti prima → valuta l’impatto sulla RAL e sul costo azienda

Ogni situazione è diversa, e con noi puoi analizzare il quadro completo: tipologia di dipendente, RAL, benefit cumulabili e convenienza fiscale.

🎯 Vuoi risparmiare tasse e dare valore ai tuoi dipendenti?

Noi di Ruggiero Consulting lavoriamo fianco a fianco con imprenditori, HR e professionisti per scegliere la strategia giusta, che ottimizza i costi e migliora il clima aziendale.

📩 Scrivici o vieni in studio: ti aiutiamo a capire qual è l’auto aziendale più conveniente per te e per il tuo team nel 2025.

Consulente del lavoro | Ruggiero Consulting

https://www.gioviruggiero.it/

🧩 Hai domande specifiche? Vuoi un'analisi personalizzata?

Scrivimi direttamente, ti rispondo senza giri di parole


Agevolazioni sulle assunzioni nel 2025: una guida pratica

Se stai pensando di ampliare il tuo team, questo è il momento giusto.

Il 2025 offre una serie di agevolazioni fiscali e contributive pensate per incentivare le assunzioni e sostenere categorie svantaggiate. Ecco una panoramica chiara e veloce dei principali bonus a disposizione delle aziende.

Ecco una versione più snella, flessibile e con un'introduzione accattivante per l’articolo:

 

1. Apprendistato professionalizzante

Cos'è: Un contratto a tempo indeterminato con formazione e tutoraggio (fino a 3 anni).
Vantaggi: -14% sui costi aziendali, anche per l’anno successivo.
💡 Risparmio stimato: 5.500€/anno su una RAL di 30.000€.


2. Assegno di inclusione e Supporto formazione/lavoro

Per chi: Famiglie svantaggiate o individui con ISEE basso.
Vantaggi:

  • Fino a 8.000€/anno per contratti a tempo indeterminato
  • Fino a 4.000€/anno per contratti a tempo determinato
    ⚠️ Registrazione nel portale SIISL e obbligo di mantenere il lavoratore per almeno 2 anni.

3. Aumento degli assunti a tempo indeterminato

Cos'è: Deduzione fiscale del 20% per ogni nuovo assunto rispetto all’anno precedente.
🎯 Focus su categorie svantaggiate (giovani, disabili, donne, ex RDC).
💰 Risparmio: ~1.980€/anno per ogni nuovo assunto (RAL 30.000€).


4. Donne svantaggiate

Chi rientra:

  • Over 50 disoccupate da 12+ mesi
  • Disoccupate da almeno 24 mesi
    📉 -10% sui costi aziendali
    ⏱️ Valido fino a 12 mesi (TD) o 18 mesi (TI)

5. Donne vittime di violenza

Vantaggi: Esonero contributivo fino a 8.000€/anno
⏳ 12 mesi (TD), 18 mesi (conversione), 24 mesi (TI)
🔜 In attesa di ulteriori istruzioni INPS

6. Lavoratori disabili

Incentivi fino al 70% della retribuzione mensile lorda, per 36 o 60 mesi
📌 In base alla percentuale di disabilità
⚠️ Bonus revocato in caso di cessazione anticipata

7. Over 50

Requisiti: Disoccupati da almeno 12 mesi
📉 Risparmio: ~4.400€/anno (RAL 30.000€)
⏱️ 12 mesi (TD) o 18 mesi (TI)

8. Under 30

Chi rientra: Mai assunti a tempo indeterminato
💰 Bonus fino a 3.000€/anno per 3 anni

9. Under 35 – Bonus Giovani 2025

Nuove assunzioni stabili entro dicembre 2025
🎯 Fino a 12.000€ in 2 anni
📍 Fino a 15.600€ se assunti nel Sud
⚠️ Non cumulabile con altri bonus (tranne deduzione fiscale per nuove assunzioni TI)

10. Decontribuzione Sud

Dove: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia
📉 Sconto INPS: ~145€/mese a dipendente (fino a 1.740€/anno)
⏳ Valido 12 mesi (fino al 2029, con importi decrescenti)
⚠️ Estensione alle grandi aziende in attesa di conferma

 

🎯 In sintesi: cosa ti conviene fare?

La risposta è: dipende dalla tua situazione aziendale e dal profilo dei candidati. Ecco qualche scenario tipo:

Obiettivo Agevolazione consigliata Note
Assumere giovani in modo stabile Under 35 + Aumento tempo indeterminato Se non hai fatto licenziamenti simili
Assumere al Sud Under 35, Over 35 (Bonus ZES), Donne svantaggiate v2, Decontribuzione Sud Occhio alla cumulabilità
Stabilizzare precari Apprendistato professionalizzante + Aumento lavoratori TI Buona per risparmiare subito e nel tempo
Ridurre il costo del lavoro e l'IRES Aumento lavoratori a TI Ottimo con più assunzioni strategiche
Inserire persone svantaggiate Inclusione, disabili, donne vittime di violenza Serve attenzione alle condizioni e vincoli

🤝 Hai bisogno di capire cosa fa al caso tuo?

Nel mio studio, Ruggiero Consulting, lavoriamo fianco a fianco con le aziende per creare strategie di assunzione personalizzate, sfruttando al massimo ogni incentivo disponibile.

Ti accompagniamo in tutto: dalla valutazione dei profili al calcolo dei risparmi reali, fino alla gestione pratica delle pratiche.

Se hai già in mente qualche assunzione per il 2025 o vuoi pianificare ora per non perdere opportunità, scrivici o passa in studio. La strategia giusta si costruisce prima, non a giochi fatti.

 

Consulente del lavoro | Ruggiero Consulting


Le imprese italiane perdono talenti: ecco perché (e cosa fare subito)

L’Italia è fanalino di coda in Europa per fidelizzazione dei dipendenti.

Il dato è chiaro: quattro lavoratori su dieci stanno già guardandosi intorno. Il che non è solo un segnale d’allarme sul clima interno alle aziende, ma anche un problema di costi — e non da poco.

Ecco perché trattenere i talenti non è solo una questione di “benessere aziendale”: è una leva strategica che impatta direttamente sui risultati. In questo articolo ti guidiamo attraverso dati concreti e strategie pratiche per iniziare oggi stesso a cambiare rotta.

 

Il turnover costa. Più di quanto pensi.

Il turnover non si vede a bilancio come una voce chiara, ma pesa eccome.

Una simulazione di Great Place to Work Italia stima che un’azienda con 100 dipendenti e un turnover del 10% spende circa 200.000 euro l’anno per sostituire chi se ne va. Reclutamento, formazione, tempo per raggiungere la piena produttività… tutto questo rallenta l’azienda e brucia risorse preziose.

E non parliamo di casi limite. Il 10% è la media per molte imprese italiane, specialmente nel Nord.

 

Dove siamo in Europa?

Secondo il rapporto European Workforce Study 2025, l’Italia è ultima in Europa per fidelizzazione.

  • 40% dei lavoratori italiani vuole cambiare azienda.
  • Nei Paesi più solidi (Austria, Germania, Paesi Bassi), il dato oscilla tra il 21% e il 23%.
  • Anche Francia e Polonia sono messe male, ma restano comunque sotto il dato italiano.

I giovani sono i meno fidelizzati: il 40% nella fascia 18-24 anni è già in cerca di un nuovo lavoro. Un campanello d’allarme che nessuna azienda può permettersi di ignorare.

 

Cosa funziona davvero per trattenere le persone?

Abbiamo selezionato 8 strategie efficaci che consigliamo ogni giorno alle imprese che seguiamo. Non sono formule magiche, ma leve strategiche che, se applicate con coerenza, fanno la differenza.

Equilibrio vita-lavoro

Dare spazio a una vita fuori dal lavoro non è un bonus: è un bisogno. Flessibilità, limiti chiari, comunicazione trasparente migliorano l'engagement e abbassano il turnover.

Retribuzione equa

Lo stipendio conta. E molto. Assicurati che sia allineato al mercato e che premi il merito. È una delle prime ragioni per cui le persone se ne vanno.

Benefit e welfare

Non basta il classico pacchetto. Oggi servono soluzioni concrete: buoni, supporto alla genitorialità, assicurazione sanitaria. Piccole cose, grande impatto.

Fiducia manager-collaboratori

Un buon leader ascolta, comunica e dà feedback continui. È da qui che nasce un rapporto di fiducia solido.

Affrontare i problemi

Ignorare i nodi rende tutto più difficile. I manager devono avere il coraggio di risolvere i conflitti e rimuovere ostacoli al lavoro.

Crescita professionale

Ogni collaboratore deve sapere dove può arrivare. Percorsi di carriera chiari e realistici sono un potente strumento di motivazione.

Formazione continua

Le aziende che investono nella formazione trattengono quasi il 60% in più dei propri talenti. Serve aggiornamento, non solo onboarding.

Smart working intelligente

La flessibilità non significa assenza. Ma dare autonomia e fiducia, migliorare la qualità della vita e alleggerire i costi. E i risultati si vedono.

Lavoro ibrido? Funziona (se fatto bene)

I dati lo confermano: tra chi può lavorare in modo ibrido, solo il 24% cerca un nuovo impiego. Il dato sale al 34% tra chi è sempre in ufficio e al 37% per chi lavora solo da remoto. L’equilibrio è la chiave.

In conclusione

Non si può parlare di crescita se si perdono talenti lungo la strada. Oggi trattenere le persone giuste è un obiettivo strategico, non una questione di “clima aziendale”.

Ogni azienda ha bisogno della sua strategia su misura. Noi di Ruggiero Consulting affianchiamo imprese di ogni settore per costruire percorsi di fidelizzazione efficaci, sostenibili e misurabili.

 

Vuoi trattenere i tuoi migliori collaboratori? Partiamo dai dati, arriviamo ai risultati.

Contattaci per una consulenza su misura.


Consulenze Pre-Assuntive e Ricerca del Personale: la soluzione su misura per la tua azienda

Trovare la persona giusta per il ruolo giusto non è mai stato così cruciale. Le consulenze pre-assuntive e la ricerca del personale sono strumenti fondamentali per costruire un team di talento, capace di rispondere alle sfide del mercato con competenza e motivazione.

Perché è importante? Un processo di selezione mirato e strategico non solo ti aiuta a trovare i candidati migliori, ma ti permette anche di ridurre i rischi legati a un'assunzione sbagliata. Grazie alle consulenze pre-assuntive, analizziamo le tue esigenze aziendali e ti guidiamo nella scelta dei profili più adatti alla tua cultura e ai tuoi obiettivi. La nostra promessa

Con la ricerca del personale su misura, ti offriamo soluzioni personalizzate per costruire il team che sogni. Ruggiero Consulting è al tuo fianco per un reclutamento strategico e senza stress, perché ogni assunzione deve essere un passo verso il successo della tua azienda. Scopri come possiamo rendere il processo di selezione un'opportunità per crescere insieme. Contattaci oggi per una consulenza su misura!

Articolo:

In un mercato del lavoro in continua evoluzione, le aziende devono affrontare la sfida di attrarre e selezionare i talenti giusti per crescere in modo sostenibile e competitivo.

La consulenza pre-assuntiva e la ricerca del personale sono strumenti fondamentali per ottimizzare questo processo e garantire il massimo valore per l'organizzazione.

Perché sceglierci? La nostra unique value proposition è chiara: offriamo soluzioni personalizzate e integrate, combinate con una competenza approfondita in giuslavorismo, sostenibilità ESG e analisi dei processi aziendali.

Il nostro approccio pratico si traduce in una consulenza pre-assuntiva che non si limita a selezionare un candidato, ma ottimizza l’intero processo di assunzione per far crescere la tua azienda in modo strategico e sostenibile.

Le nostre soluzioni di consulenza pre-assuntiva e ricerca del personale includono:

🔹 Analisi del bisogno organizzativo: studiamo a fondo la tua azienda e le sue necessità, identificando le caratteristiche professionali e culturali più adatte per il ruolo da ricoprire.

🔹 Ricerca personalizzata: usiamo tecniche moderne e innovative per individuare candidati non solo qualificati, ma che possiedano anche i valori aziendali che fanno la differenza in un contesto di crescita.

🔹 Selezione mirata e efficace: non ci limitiamo a presentarti un elenco di candidati, ma ti offriamo una shortlist altamente qualificata, selezionata con un approccio che unisce la nostra expertise giuslavoristica con la necessità di massimizzare l’efficienza e la performance della tua azienda.

🔹 Valutazione delle competenze soft e hard: non solo competenze tecniche, ma anche abilità relazionali e motivazionali, essenziali per una perfetta integrazione nel team e per un contributo a lungo termine.

🔹 Integrazione con le normative e le politiche aziendali: assicuriamo che ogni fase del processo di selezione rispetti la normativa vigente e risponda alle esigenze specifiche della tua realtà aziendale.

Il nostro approccio: Personalizzazione e Innovazione

Crediamo che ogni azienda abbia una propria identità e che ogni processo di selezione debba rispecchiarla.

Non offriamo soluzioni standardizzate, ma risposte su misura che ottimizzano le risorse aziendali, generando un impatto tangibile e sostenibile.

La consulenza pre-assuntiva come leva per la crescita La consulenza pre-assuntiva non è solo un passo obbligato prima di un’assunzione, è un'opportunità strategica.

🔹 Ottimizzazione dei processi: riduciamo il carico burocratico e operiamo una selezione puntuale, risparmiando tempo prezioso e assicurando una gestione efficiente.

🔹 Allineamento strategico: ogni candidato selezionato è scelto non solo in base alle competenze professionali, ma anche per il suo allineamento con gli obiettivi aziendali a lungo termine, per una crescita condivisa.

🔹 Empowerment delle persone: la nostra consulenza si concentra sulla valorizzazione delle risorse umane, elemento chiave per ogni impresa che desidera evolvere in un contesto competitivo.

Perché la consulenza pre-assuntiva è cruciale per la tua azienda?

La ricerca e selezione del personale non è un semplice processo amministrativo, ma un investimento per il futuro della tua azienda. Selezionare i giusti collaboratori è essenziale per costruire una squadra forte, coesa e in grado di raggiungere gli obiettivi strategici aziendali. Ruggiero Consulting ti guida in questo processo, mettendo a disposizione una competenza unica che integra HR Strategy, compliance normativa, e una visione sostenibile del business.

Il nostro valore distintivo: Competenza, Sostenibilità e Strategia Con Giovi Ruggiero, abilitato ASSE.CO e formatore accreditato dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro, la tua azienda avrà a disposizione non solo una consulenza giuslavoristica esperta, ma anche un approccio concreto e pratico che coniuga sostenibilità ESG e ottimizzazione organizzativa.

Questo significa che ogni decisione presa per il reclutamento e la selezione del personale è in linea con le migliori pratiche del settore e con un piano di sviluppo a lungo termine.

Il nostro approccio in 3 fasi:

  1. Analisi dettagliata: comprendere la tua azienda e i suoi bisogni.
  2. Ricerca e selezione: trovare i migliori talenti, allineati ai valori e agli obiettivi aziendali.
  3. Formazione e integrazione: non solo selezionare, ma preparare i candidati per un inserimento efficace e produttivo.

La Missione di Ruggiero Consulting: empowerment aziendale e delle persone L’obiettivo di ogni consulenza è chiaro: ottimizzare la gestione delle risorse umane per creare un ambiente di lavoro più produttivo e motivante.

Il nostro valore più grande è il risultato che ottieni: aziende pronte a crescere, team forti e affiatati, e una gestione delle risorse umane che diventa un vantaggio competitivo sostenibile.

Sceglierci per la consulenza pre-assuntiva e la ricerca del personale significa fare una scelta strategica per il futuro della tua azienda.

Il nostro approccio personalizzato, unito a competenze uniche e strategie moderne, ti aiuterà a selezionare i talenti giusti per raggiungere i tuoi obiettivi. Non lasciare al caso la crescita della tua azienda, contattaci per scoprire come possiamo aiutarti a costruire un team di successo.

Contattaci per una consulenza personalizzata e per scoprire come possiamo supportare la tua azienda nella selezione e gestione delle risorse umane.


Politiche retributive: strategie per una remunerazione competitiva

Nel panorama aziendale odierno, sempre più dinamico e competitivo, le politiche retributive rivestono un ruolo fondamentale non solo nel garantire il benessere dei dipendenti, ma anche nel sostenere la crescita delle aziende.

Una remunerazione competitiva è infatti uno degli strumenti strategici più potenti per attrarre, motivare e trattenere i migliori talenti, ma soprattutto per promuovere una crescita sostenibile.

In un’epoca in cui la trasparenza e l'affidabilità sono valori fondamentali nelle relazioni tra azienda e dipendenti, definire politiche retributive efficaci è una delle sfide cruciali per le PMI e i professionisti che vogliono fare la differenza.

1. Una strategia retributiva su misura: Il cuore della personalizzazione

Ogni azienda ha la propria identità, e le politiche retributive non possono essere standardizzate.

Strategia e ottimizzazione sono quindi le parole chiave per la definizione di una remunerazione competitiva.

Ogni organizzazione, infatti, ha specifici obiettivi, un proprio modello di business e un ambiente competitivo unico.

L'approccio ideale è quello di creare una strategia retributiva che sia personalizzata, in grado di allinearsi con i valori aziendali e le esigenze dei dipendenti.

Offrire una retribuzione in linea con le aspettative del mercato è importante, ma è fondamentale considerare anche il contesto interno, come il tipo di lavoro, la seniority e le specifiche competenze del singolo individuo. Solo così si potranno ottimizzare risorse e performance.

2. Investire nel capitale umano: le persone al centro

Le politiche retributive non riguardano solo il denaro, ma anche il riconoscimento del valore e delle capacità del personale. È un atto che trasmette l’impegno dell’azienda verso il people-centric: le persone sono il vero motore di ogni organizzazione.

Oltre al compenso fisso, è essenziale considerare strumenti di incentivazione variabili, come bonus e premi legati al raggiungimento degli obiettivi aziendali.

Leadership e team building sono temi centrali in questo ambito: investire in una leadership forte e in un team affiatato permette di migliorare la produttività e la soddisfazione lavorativa, con un impatto diretto sulle performance aziendali.

3. Innovazione e sostenibilità nella retribuzione

La innovazione è il cuore pulsante delle politiche retributive di successo.

Con l’evoluzione del mondo del lavoro, è fondamentale rimanere al passo con le nuove tendenze. Oggi, la remunerazione non si limita più solo al salario base: le aziende moderne stanno esplorando modalità più dinamiche e sostenibili per premiare il personale. Tra queste, i benefit aziendali, come il welfare aziendale, il lavoro agile, o la formazione continua, sono sempre più considerati parte integrante della strategia retributiva.

Inoltre, l’approccio di crescita sostenibile è determinante per sviluppare un sistema che garantisca non solo la competitività, ma anche la durabilità nel tempo.

La gestione della retribuzione deve infatti tenere conto di fattori come la salute finanziaria dell'azienda, le tendenze di mercato e le evoluzioni legate alla regolamentazione del lavoro.

4. Cultura della trasparenza: fattore chiave di fiducia

Un altro elemento fondamentale nelle politiche retributive è la trasparenza. I dipendenti devono essere consapevoli dei criteri che regolano la loro retribuzione e delle opportunità di crescita.

Creare un sistema di comunicazione chiara sui livelli retributivi, sui benefici e sui percorsi di carriera è cruciale per costruire una cultura aziendale basata sulla fiducia reciproca.

In questo senso, le PMI devono sforzarsi di rendere la politica retributiva non solo competitiva, ma anche chiara e accessibile. Un sistema di remunerazione trasparente e ben definito contribuisce a rafforzare il legame tra dipendente e azienda, migliorando il clima lavorativo e stimolando il miglioramento delle performance.

5. Monitorare e adattare le politiche retributive: un approccio proattivo

Le politiche retributive non devono essere statiche. Devono essere monitorate periodicamente per adeguarsi ai cambiamenti del mercato e alle necessità interne. Un sistema di feedback costante, che coinvolga i dipendenti e i manager, consente di ottimizzare e personalizzare continuamente la strategia retributiva.

Investire in politiche retributive all'avanguardia non è solo una questione di competizione, ma anche di responsabilità sociale e di sostenibilità a lungo termine. Le aziende che adottano politiche efficaci sono quelle che guardano al futuro, investendo in una leadership solida e in una gestione del team che pone al centro le persone.

Le politiche retributive sono un pilastro fondamentale per il successo aziendale. Definire strategie competitive e personalizzate, che considerano il valore del capitale umano, è essenziale per attrarre i migliori talenti e garantire una crescita sostenibile.

La strategia, l’innovazione e l’affidabilità sono le chiavi per costruire un sistema di remunerazione che non solo soddisfi le esigenze dei dipendenti, ma che contribuisca al raggiungimento degli obiettivi aziendali.

Ogni azienda, grande o piccola che sia, ha bisogno di una consulenza personalizzata in questo ambito.

Un approccio strategico e flessibile, supportato da un partner esperto, è il primo passo verso una remunerazione competitiva che faccia davvero la differenza.

Pronto a trasformare la tua azienda con politiche retributive strategiche e personalizzate? Contattaci oggi stesso e costruisci insieme a noi una crescita sostenibile e un team vincente!


Welfare Aziendale: Cos’è e Perché è Fondamentale per il Benessere dei Tuoi Dipendenti

Il welfare aziendale non è più un optional per le aziende che vogliono davvero fare la differenza nel mercato del lavoro. Sempre più realtà, dalle grandi aziende alle PMI, stanno investendo in programmi di welfare per migliorare la qualità della vita dei propri dipendenti e attrarre i talenti migliori. Ma cos’è esattamente il welfare aziendale e come può realmente fare la differenza per la tua impresa?

Che Cos’è il Welfare Aziendale?

Il welfare aziendale è un insieme di benefici che le aziende offrono ai propri dipendenti, al fine di migliorare la loro qualità di vita, sia sul piano personale che professionale. Questi vantaggi spaziano dai buoni pasto e assistenza sanitaria privata, a servizi per la famiglia e il tempo libero, fino a soluzioni che facilitano la gestione della vita quotidiana dei lavoratori. L’obiettivo è creare un ambiente di lavoro più soddisfacente, riducendo lo stress e aumentando la motivazione e la produttività.

Inoltre, il welfare aziendale non riguarda solo i benefit fisici, ma anche il benessere psicologico dei dipendenti. Offrire opportunità di crescita personale e professionale, supportare l’equilibrio tra vita privata e lavoro, e garantire un ambiente positivo è fondamentale per fidelizzare il personale e prevenire il burn-out.

Perché investire nel welfare aziendale?

Investire nel welfare aziendale porta numerosi vantaggi sia per i dipendenti che per l’azienda stessa. In primo luogo, quando un’azienda si preoccupa del benessere dei suoi dipendenti, crea un ambiente di lavoro positivo, che favorisce la motivazione e la produttività. I lavoratori, infatti, si sentono più valorizzati e supportati, il che porta a una maggiore soddisfazione professionale e a un miglioramento delle performance. Un dipendente sereno e soddisfatto, infatti, è molto più propenso a impegnarsi al massimo nel proprio lavoro.

Inoltre, il welfare aziendale rappresenta un ottimo strumento per attrarre e trattenere i talenti. In un mercato del lavoro competitivo, i benefit offerti da un’azienda sono un fattore decisivo per i professionisti alla ricerca di nuove opportunità. Le aziende che investono nel benessere dei propri dipendenti si distinguono dalle altre e sono in grado di attrarre persone altamente qualificate, desiderose di lavorare in un ambiente che mette al centro la loro qualità della vita.

Un altro aspetto da non sottovalutare sono i vantaggi fiscali che il welfare aziendale offre. Molti dei benefit, come i buoni pasto, i rimborsi per le spese sanitarie e le soluzioni per la formazione, sono esenti da tasse e contributi, permettendo alle aziende di ottenere significativi risparmi. Questo significa che, investendo nel welfare, le imprese possono migliorare il benessere dei dipendenti senza incrementare troppo i costi. A lungo termine, inoltre, la possibilità di ridurre le imposte attraverso l’adozione di programmi di welfare può portare a un miglioramento della sostenibilità finanziaria dell’azienda.

Le Soluzioni di Welfare Aziendale: Cosa Offrire ai Tuoi Dipendenti?

Esistono diverse tipologie di servizi che puoi includere nel welfare aziendale. Ecco le più comuni:

  • Buoni pasto: Una delle forme più diffuse di welfare. I buoni pasto sono esenti da contributi e tasse, rappresentando un vantaggio sia per il dipendente che per l’azienda.
  • Assistenza sanitaria integrativa: Offrire polizze sanitarie aziendali per i dipendenti e le loro famiglie è una delle soluzioni più apprezzate, specialmente in un periodo in cui l’accesso alle cure mediche è una priorità.
  • Congedi e supporto per la famiglia: Parental leave, permessi per i figli malati, e altri supporti legati alla famiglia sono elementi essenziali per promuovere un sano equilibrio vita-lavoro.
  • Fondi pensionistici e piani di risparmio: Aiutare i dipendenti a pianificare il proprio futuro con soluzioni previdenziali è un investimento a lungo termine che premia sia l’azienda che il dipendente.
  • Formazione continua e sviluppo professionale: Offrire opportunità di aggiornamento professionale e crescita è un altro modo per far crescere i dipendenti e motivarli a dare il massimo.

Come implementare un programma di welfare aziendale

Implementare un programma di welfare aziendale richiede una pianificazione attenta e un’analisi delle reali necessità dei dipendenti. La prima fase consiste nell’ascoltare le esigenze del proprio team. Un’azienda che investe nel welfare deve essere in grado di offrire vantaggi che rispondano alle necessità reali dei suoi dipendenti. Per farlo, è importante raccogliere feedback attraverso survey, incontri o altre forme di comunicazione, in modo da capire quali siano le priorità.

Una volta ottenuti questi dati, è il momento di scegliere i benefit più adatti. Non esiste una soluzione unica per tutte le aziende: ciò che funziona per una realtà potrebbe non essere altrettanto efficace per un’altra. Ad esempio, in una grande azienda potrebbero essere più apprezzati i piani di assistenza sanitaria integrativa, mentre in una startup o in una PMI potrebbe essere più utile un sistema di buoni pasto o una maggiore flessibilità lavorativa. L’importante è che il welfare aziendale risponda alle necessità del team e si adatti alla cultura aziendale.

Comunicare in modo chiaro ed efficace è un altro passo fondamentale. Dopo aver implementato il programma di welfare, è essenziale che i dipendenti siano pienamente informati su ciò che è stato loro messo a disposizione. Avere una comunicazione trasparente su come usufruire dei benefit, su come accedere ai servizi e su cosa è incluso nel pacchetto welfare aiuta a evitare fraintendimenti e a massimizzare i vantaggi per tutti. Utilizzare canali di comunicazione come intranet aziendali, email o incontri dedicati può essere molto utile per garantire che ogni dipendente sia a conoscenza dei vantaggi a sua disposizione.

Infine, il programma di welfare aziendale non è qualcosa che deve rimanere statico. È importante monitorare l’efficacia delle soluzioni proposte e adattarle nel tempo, in base ai cambiamenti delle esigenze del team e a eventuali feedback ricevuti. Un’azienda che si impegna a migliorare continuamente i propri programmi di welfare dimostra di avere a cuore il benessere dei dipendenti e di voler evolvere insieme a loro, creando un legame più solido e duraturo.

Se vuoi scoprire come implementare un programma di welfare aziendale su misura per la tua impresa, Ruggiero Consulting è qui per aiutarti. Grazie alla nostra esperienza e competenza, possiamo supportarti nell’individuare le soluzioni più adatte alle tue esigenze, ottimizzando i vantaggi fiscali e migliorando il benessere del tuo team. Contattaci per una consulenza personalizzata.

Welfare Aziendale: Non è Solo un Benefit, è una Strategia di Successo

In conclusione, il welfare aziendale è una strategia che va oltre il semplice beneficio economico. È uno strumento fondamentale per costruire un ambiente di lavoro positivo, motivato e produttivo. Investire nel benessere dei dipendenti non solo migliora la qualità della vita lavorativa, ma rappresenta anche un’opportunità per le aziende di crescere e affermarsi nel mercato.

Se sei un imprenditore e vuoi fare la differenza, considera il welfare aziendale come una priorità nella tua strategia aziendale. Ogni piccolo gesto in favore dei tuoi dipendenti è un grande passo verso una cultura aziendale forte e vincente.

Non lasciare che il welfare aziendale resti un concetto astratto. Ruggiero Consulting ti offre la possibilità di realizzare un piano su misura per la tua realtà.

Contattaci oggi per iniziare a progettare un futuro lavorativo migliore per il tuo team e per la tua azienda.